Istituti di protezione a favore di persone in situazione di fragilità

Una particolare attenzione è rivolta alle persone che, indipendente dall'età, versano in una situazione di fragilità e/o di pregiudizio e per la quali si rende necessaria l'attivazione dei percorsi di tutela e protezione previsti dalla legislazione vigente, con particolare riferimento a tutti quegli aspetti relativi alla dimensione del benessere della persona, al patrimonio e alla sue gestione, alla conservazione dei beni e alle aspirazioni e alle necessità della persona.

Su incarico dell'Autorità Giudiziaria, l'Ufficio Tutele del Consorzio C.I.S.A. si occupa del progetto di vita delle persone poste in regime di:

TUTELA

Si apre nel caso di minori orfani di ambedue i genitori o con genitori che non possono, per decadenza pronunciata dal Tribunale per i Minorenni o per altra causa, esercitare la potestà.

Si apre, inoltre, nel caso in cui sia pronunciata l'interdizione giudiziale nei confronti di un soggetto totalmente incapace di intendere e volere.

Si apre, infine, nei confronti dell'interdetto legale, vale a dire del soggetto che ha subito una condanna penale alla pena della reclusione per cinque anni o più.

Successivamente all'apertura della tutela il giudice tutelare procede alla nomina di un tutore, scegliendolo preferibilmente nell'ambito del nucleo familiare dell'inteerdetto, giudiziale o legale, o del minore.

Il tutore ha funzione di rappresentanza legale dell'interdetto o del minore e procede alla gestione del patrimonio dell'interessato.

CURATELA

E' la misura protezionistica finalizzata alla tutela degli interessi personali e patrimoniali dei soggetti che, per infermità non tanto grave da far luogo alla interdizione, o per altra patologia (es. sordomutismo, cecità, prodigalità, abuso di alcolici e stupefacenti), sono stati inabilitati, e dei minori emancipati, vale a dire i minori di età ammessi a contrarre matrimonio.

Successivamente all'apertura della curatela il giudice tutelare procede alla nomina di un curatore del minore o dell'inabilitato, scegliendolo preferibilmente tra il coniuge o nell'ambito del nucleo familiare dell'inabilitato o del minore.

L'inabilitazione o l'emancipazione lasciano all'inabilitato ed all'emancipato la capacità di compiere gli atti che non eccedono l'ordinaria amministrazione (es. riscossione della pensione o dello stuipendio, utilizzo di somme nei limiti dei bisogni della persona). Per gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione sarà necessaria l'autorizzazione del giudice tutelare.

AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

Si apre, su ricorso degli interessati, a beneficio di soggetti affetti da una menomazione o da un'infermità fisica o psichica, che pongono tali soggetti nell'impossibilità, anche temporanea, di provvedere ai propri bisogni ed interessi.

La sua applicazione non priva il soggetto della capacità legale di agire. La natura flessibile dello strumento fa sì che sia il giudice a stabilire quali prescrizioni l'amministratore debba seguire per la miglior cura della persona del beneficiario e dei suoi interessi economici e patrimoniali, quali attività il beneficiario possa compiere da solo e quali con l'assistenza dell'amministratore.

Il ricorso può essere presentato dai parenti entro il quarto grado ed affini entro il secondo, dai responsabili dei servizi sanitari e sociali e dal beneficiario stesso.

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